venerdì 26 settembre 2014

Miss detective


L'arredamento degli uffici open space spesso mi disturba (come tante altre cose in effetti).
Soprattutto quando è formato da scrivanie diverse tra loro, ordinate (si fa per dire!) in file irregolari e antiestetiche.
Del mio ufficio ho ben poco di cui lamentarmi, le scrivanie sono formate da un unico blocco di 4 postazioni lavoro, semplice e elegante.
Il mio cruccio? Le cassettiere! Non fanno parte integrante della scrivania ma sono un piccolo mobiletto a parte, su rotelle.
Non pensiate che non arrivi a capire le molteplici utilità di questa scelta. Però il fatto che siano sempre storte, sotto i tavoli dei colleghi, mi tormenta.
Alla sera, prima di uscire, le raddrizzo tutte e mi trattengo a stento dal ripetere l'operazione durante il giorno, in loro presenza.
Però, a quanto pare, memorizzo la loro posizione. Di ritorno dalla pausa caffè della mattina ho notato subito che alcune cassettiere non erano più nella stessa identica posizione in cui le avevamo lasciate, dieci minuti prima.
"Qualcuno ha aperto i nostri cassetti" ho detto.
Il collega nuovo, che ormai temo di aver turbato a sufficienza, ha assunto un'espressione alquanto interrogativa.
La collega efficiente non ha perso tempo e, senza nemmeno controllare se le mancasse qualcosa, ha composto il numero della reception.
L'addetto alla manutenzione ascensore, che stava lasciando lo stabile, è stato fermato con 5 Tablet aziendali nella borsa.



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