lunedì 21 luglio 2014

È una giungla là fuori (cit.)

Il disturbo ossessivo compulsivo piace al cinema.
Un titolo, fra i tanti, è "Qualcosa è cambiato".

Anche la televisione ci (mi) ha regalato personaggi affetti da DOC che è difficile non amare.
Bree Van De Kamp ("Desperate Housewives") e Monica Geller ("Friends") restano nel mio cuore come modello a cui tendere: entrambe ottime cuoche e padrone di casa impeccabili ed entrambe determinate, qualità che si nutrono del DOC ma non si fanno soffocare del tutto da esso, qualità che vorrei avere anche io e di cui, invece, difetto totalmente.

Credo di somigliare molto di più (genialità - purtroppo - esclusa) al mio amatissimo Adrian Monk, protagonista della popolare serie crime (anche se per le molteplici sfaccettature che la caratterizzano attribuire alla serie un genere è quasi riduttivo) dello scorso decennio, Detective Monk.

In un episodio veniamo a sapere che Adrian Monk ha 312 fobie.
Grazie a una bella pagina tumblr dedicata e a wikipedia ho recuperato un parziale elenco:

paura dei dentisti 
paura dei germi 
paura degli aghi 
paura del latte 
paura della morte
paura dei serpenti 
paura dei funghi 
paura delle altezze 
paura della folla
paura degli ascensori 
paura del disordine
paura delle imperfezioni 
paura del rischio 
paura della paura stessa
paura dei frullatori 
paura delle api
paura delle api dentro i frullatori (ovviamente!)
paura dei calabroni 
paura dei gatti 
paura delle tigri  
paura delle grotte 
paura delle nuvole 
paura dei cani 
paura del buio 
paura della sporcizia 
paura della polvere 
paura degli spazi chiusi 
paura del fuoco 
paura delle mosche 
paura delle rane 
paura dei ghiacciai 
paura dei chicchi di grandine 
paura delle coccinelle 
paura dei fulmini
paura delle scimmie 
paura della natura 
paura del rumore 
paura degli oggetti taglienti o appuntiti
paura degli opossum 
paura dei conigli 
paura dei ratti 
paura dei topi 
paura dei fiumi 
paura delle cose rotonde 
paura del fango
paura dei ragni 
paura dell'acqua del rubinetto 
paura degli tsunami 
paura del vento 
paura delle infezioni 
paura degli aerei 
paura delle imbarcazioni
paura degli autobus 
paura di guidare 
paura dei treni 
paura dei camion 
paura dei taxi 
paura delle coperte 
paura dei ponti 
paura dei bulli 
paura dei clown 
paura delle mani sporche 
paura del filtro dell'asciugatrice
paura dei piedi 
paura delle armoniche 
paura di baciare 
paura delle scale 
paura dei laser 
paura dei lebbrosi
paura di vedere delle persone nude 
paura dei parlare in pubblico 
paura dei burattini 
paura dei rodei
paura dei tifosi di calcio
paura del contatto
paura delle gallerie
paura della biancheria intima 
paura di vomitare
paura degli sputi  
paura dei deludere il proprio padre 
paura del caffè decaffeinato 
paura degli albumi d'uovo
paura della panna scremata
paura delle verdure miste 
paura delle compresse medicinali colorate
paura del carbone 
paura di toccare il cibo

Nel corso della serie non viene data particolare spiegazione sulla classifica di "gravità" di queste fobie, il che a mio umile avviso è corretto, perché spesso chi è affetto da DOC lo stabilisce solo nel momento in cui si trova costretto a scegliere tra l'una e l'altra.
Ad esempio nell'episodio finale della serie è chiaro che una gerarchia esiste e che la sua paura di vomitare superi di gran lunga quella di morire. Per sua e nostra fortuna (spoiler!!) nessuna delle due cose avviene.

Leggendo la lunga lista delle fobie di Monk ho sogghignato per due volte constatando di non temere il latte e le coccinelle. Ma la mia sensazione di vittoria è durata poco. Io ho paura del telefono e degli ombrelli e, nell'elenco, non ci sono!



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