martedì 8 luglio 2014

La tecnologia mi rende più schiava

La tecnologia ci rende liberi o schiavi?
Entrambe, direi ad istinto per schivare un dibattito potenzialmente infruttuoso e una domanda a cui non so rispondere. Quello che so è che non va molto d'accordo con le mie - altre - schiavitù.

Gli oggetti tecnologici non amano essere lavati.
Purtroppo, pur facendo tutte le attenzioni del caso, talvolta si sporcano anche loro.
Questa eventualità ha portato, come logica conseguenza, nella maggioranza dei casi, al loro danneggiamento permanente. Non sono stati corrosi dallo sporco (questo solo nella mia mente) semplicemente non hanno gradito i miei metodi di pulizia.

Il mio iPad è stato sostituito quando era ancora in garanzia perché aveva smesso inspiegabilmente di funzionare. La scheda tecnica della sostituzione riportava: condizione estetiche del dispositivo reso "buone". Mi sono quasi offesa, lindo com'era meritava un voto ancora più alto.

Potrebbe essere interessante sapere che esiste invece un modello di telefono che, dopo essere stato immerso completamente in una bacinella d'acqua, dopo un paio di giorni in cui ha versato in stato di shock illuminandosi a intermittenza, ha ripreso a funzionare perfettamente e, a distanza di un paio d'anni, continua tranquillamente la sua onorata carriera.

Prima di scrivere queste righe mi sono assicurata che il numero di file contenuti nella cartella in cui salvo i miei documenti fosse un multiplo di cinque. Ho dovuto, purtroppo, constatare che non era così. Qualche dannato file di sistema si era aggiunto senza permesso per arrecarmi fastidio. Individuatolo ero già pronta a decretare la sua eliminazione. Poi ho ripensato all'ultima volta, quando il sistema operativo non era più ripartito ed avevo dovuto servirmi di un cd con linux per avviare il computer e poter rimediare al danno. Così ci ho riflettuto un attimo e poi... ho creato 4 file vuoti.

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